Corruzione e scontri in Romania

Tratto da Il Mondo Oggi, 17 agosto 2018 Link


Decine di migliaia di manifestanti si sono riunite di fronte alla sede del governo di Bucarest per chiederne le dimissioni nei giorni scorsi. La protesta è stata organizzata dalle associazioni della diaspora romena ad agosto per permettere ai tanti cittadini che vivono all’estero, ora in patria per le ferie estive, di partecipare alle contestazioni contro un esecutivo percepito da gran parte della popolazione come corrotto. Vi hanno partecipato anche personalità politiche moldave, le quali sono state oggetto di perquisizioni e colluttazioni.

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La lotta alla corruzione in Romania non riguarda solo la Romania

Limes pubblica una mia pillola geopolitica sul licenziamento di Laura Codruta Kövesi dalla Direzione nazionale anticorruzione e sullo scontro istituzionale attualmente in atto in Romania. Link

Bruxelles, Visegrád e Washington osservano con attenzione la lotta di potere a Bucarest.

Crisi di governo in Romania

Limes pubblica nella rassegna geopolitica quotidiana IL MONDO OGGI un mio commento sulle dimissioni del premier Tudose e sulla conseguente crisi di governo in Romania. Link

A seguito delle dimissioni del premier romeno Mihai Tudose di ieri, il presidente Klaus Iohannis ha nominato oggi il ministro della Difesa Mihai Fifor come premier ad interim. Il suo mandato potrebbe durare fino a 45 giorni. Il capo dello Stato ha espresso tutto il proprio rammarico e la preoccupazione per il fatto che si assiste alla caduta del secondo governo a guida socialdemocratica a solo un anno dalle elezioni politiche. Al fine di ridurre al minimo l’incertezza politica venutasi a creare e per ovviare a eventuali gravi ripercussioni sulla galoppante economia romena, Iohannis ha auspicato una procedura lampo per la nomina del nuovo governo. Già per domani sono state convocate le consultazioni con le varie formazioni politiche.

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La (non) premier della Romania

Limes pubblica nella rassegna geopolitica quotidiana IL MONDO OGGI un mio commento sulle consultazioni per la formazione di un nuovo governo in Romania: Sevil Shhaideh potrebbe essere la nuova premier. Link


In questi giorni a Palazzo Cotroceni in Bucarest si tengono le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo. Il Partito social-democratico (Psd) – ampiamente vittorioso alle elezioni parlamentari dell’11 dicembre – ha proposto al Presidente della Repubblica Klaus Iohannis il nome di Sevil Shhaideh a ricoprire il ruolo di “prima ministra”.

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La Romania socialdemocratica

Limes pubblica nella rassegna geopolitica quotidiana IL MONDO OGGI un mio commento sugli esiti delle elezioni parlamentari in Romania. Link


Domenica 11 dicembre si sono tenute in Romania le elezioni parlamentari, contraddistinte da una bassissima affluenza alle urne: solo il 39,49% degli aventi diritto ha espresso il proprio voto.
L’assenteismo cronico ha favorito il Partito social-democratico (Psd), che ha potuto contare su una massiccia mobilitazione di partito. Il Psd ha ottenuto il risultato migliore della propria storia accaparrandosi circa il 45% delle preferenze e dominando in 36 provincie su 44.
A parte qualche zona della Transilvania, la carta della Romania si tinge di rosso.

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Più Nato, meno Grande Romania: la ricetta di Bucarest contro la crisi russo-ucraina

Preoccupata dall’assertività di Mosca, la Romania si propone come pilastro meridionale di una coalizione lungo l’Intermarium che conti anche su Turchia e Polonia. Rinunciare definitivamente alla Transnistria per non perdere la Moldova.

Dopo l’incontro con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il premier rumeno Dacian Cioloș ha dichiarato che Bucarest auspica una presenza attiva dell’Alleanza Atlantica nel Mar Nero.

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